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Comparison is the thief of joy.

Sarò brutalmente onesta.
Sono solo tre settimane che ho iniziato la cura con gli psicofarmaci e, per ora, credo sia stata una delle decisioni migliori della mia vita. Questo alla faccia di tutti coloro che, anche in buona fede, se ne sono usciti con dei sonori "Noooo gli psicofarmaci sono merda, rovinano le persone, blablabla" e tanti altri luoghi comuni a cui erroneamente si crede, a volte spesso in nome delle alternative naturali o del 'farcela da soli' perchè miocuggino c'è riuscito
Non vi dirò che va tutto bene, che le situazioni in cui provavo malessere si siano trasformate in passeggiate, che l'ansia non esiste più. Perché non è così: sono medicine, non magia. Quello che è cambiato è il mio modo di reagire a queste situazioni. Non ho più quel flusso continuo ed ossessivo di pensieri negativi e distruttivi, l'ansia c'è ma non a livelli da attacco di panico in continuazione. In poche parole: riesco a vivere. Con difficoltà, come tutti, ma almen…

Alla me di dieci anni fa.

Di solito aspettavo il giorno del mio compleanno con l'ansia, di quelle buone. Un'ansia che sapeva di carta regalo da strappare, di un dolce da assaporare, di messaggi e chiamate da persone care.
Quest'anno è stato strano. Sarà che la decina cambia e fa sempre un certo effetto, credo.
Quando compii 10 anni pensavo già al suicidio. Mio padre mi era stato strappato via, io non capivo, non accettavo. Ora ho capito, accettarlo ancora è difficile.
Quando compii 20 anni ero felice. Felice che di quell'1 che se n'era andato, portandosi via un'adolescenza fatta di solitudine, di maltrattamenti, di incomprensione. Avevo davanti un mondo che mi faceva paura e mi seduceva al tempo stesso. 
Sono passati 10 anni e vorrei chiedere scusa alla me 20enne, scusami perché non sono riuscita a fare granché. Scusami perché so che tu a quest'età avresti voluto tante cose, una casa tua, un futuro, un marito, una famiglia. E invece mentre crescevi e pian piano ti trasformavi nella me d…

Strizzacervelli, libri, serie e un film.

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Me ne sto qui seduta davanti al pc a pensare che sì, è il momento di scrivere un post che sia un po' aggiornamento e un po' svago. Gli ultimi due sono stati vaghi e malinconici, e vi ringrazio per l'affetto e la vicinanza che mi avete dimostrato anche solo con un commentino, o raggiungendomi su instagram per chiedermi come sto. Non me lo aspettavo, sarò sincera, e ha aiutato. Cuori
Lo strizzacervelli ha rivoltato la mia testolina e il responso è stato che ho bisogno di due tipi diversi di (termini altamente tecnici) goccine. Come scritto nel bugiardino (lo so, lo so, non bisognerebbe mai leggerlo...) e come confermato da un amico che è già passato da terapie simili, si tratta del genere di farmaci che ha bisogno di tempo e che prima di farti stare meglio ti fa stare peggio. Difatti ho avuto un attacco di panico. Sul lavoro. Ma sono solo a una settimana, non demordo. 



Mi piacerebbe tanto poter farci dei post dedicati ma il tempo (e la voglia) scarseggiano quindi mi perdoner…

Mi sono vista attraverso i tuoi occhi.

Mi sono vista attraverso i tuoi occhi.

Alle due di notte di un sabato sera strano, passato nell'intimità dell'amore e dell'amicizia e dove, vuoi per l'alcool vuoi per bisogno, tante parole sono uscite dalla mia bocca.

A volte succede così, che le cose hanno bisogno di uscire ed essere dette, hanno bisogno di un suono e di una dimensione, e certi pensieri è meglio divengano parola piuttosto che azione.

Ho trovato comprensione, ho trovato affetto, specchio e riflessione e non potrei essere più grata.

Poi siamo arrivati a casa.

Nel letto soli io e te. Io ancora un po' brilla, ho appoggiato la testa sulla tua spalla come faccio sempre e ti ho detto grazie per avermi offerto da bere e da mangiare. Ché lo sai, non lo do mai per scontato.

Ed è lì che i tuoi occhi sono diventati specchio, che mi hai accarezzato la guancia in un modo che non era il solito e mi hai detto

Non preoccuparti di quello. Ma ti prego, per favore, prenditi cura di te.

Mi sono vista attraverso i tuoi …

Strizzami il cervello, magari escono quei due neuroni sani rimasti.

Vi scrivo alle otto di sera di un giorno di riposo, dopo una settimana a dir poco sfiancante.
Mi mancate, lo sapete? Voi e scrivere qui.
Mi sento strana, sapete?
Cioè io mi rendo conto che dovrei essere felice, ma mi sto scontrando con un problema che già nel 2017 aveva tentato di prendermi di muso. Solo che avevo bellamente fatto finta di nulla, tanto ero in down depressivo e il mio grado di "fregacazzi" era altissimo.
Il fatto è che non sono felice.
Non sono felice da tanto tempo. Non ricordo l'ultima volta che ho passato una giornata senza soffrire nemmeno per un attimo l'ansia, senza pensare a cosa fare se mi viene un attacco di panico, insomma una giornata felice, serena, con magari i crucci normali delle persone normali ma sentendoti, tutto sommato, soddisfatta e in pace.
Mi sta succedendo che a volte la sera scoppio a piangere senza una ragione. Ma non quel pianto fine ed elegante da bella donna, con le singole lacrime che scendono delicate e sbavano il trucco quel ta…

Di quando bevi e discuti il senso della vita e di come si gioca a d&d ma non c'ho tempo.

Sono stanca e ho poco tempo.
Brutto incipit, siamo d'accordo, ma è la prima cosa che mi è venuta in mente aprendo il foglio bianco.
Poco tempo, troppe cose che vorrei fare, e alla fine finisco per fare nulla e abbioccarmi sul letto. Benritrovata nella vita full time, cara S. Certo col part time era tutto più facile, il tempo c'era e andava solo organizzato, invece ora ci sono momenti dove oggettivamente anche organizzarlo diventa difficile. Tipo il blog. Tipo che io ho comunque voglia di scrivere e non so cosa scrivervi perché sto leggendo poco (Sleeping Beauties di King, se vi interessa) e guardando ancor meno (sono in ritardo di due puntate du Rupaul's Drag Race e come dicevo l'ultima volta ho sprecato tempo per finire la 2 di Tredici). Vorrei riuscire a leggervi di più, voi pochi ma buoni che mi seguite, e mi sento pure in colpa. 
Hanno eletto sto benedetto Governo e io che non riesco a seguire tg&co vengo a sapere che il nuovo Ministro della Famiglia come prima di…

Un post brutto per raccontarvi del perché non mi è piaciuta la seconda stagione di Tredici.

E' passata una settimana e sono sopravvissuta.

Pare tutto bene, fin'ora, a parte l'impatto di tornare a)a tempo pieno (stancheeezza), b)a contatto col pubblico (non mi stupisco mai abbastanza delle stranezze della gente).
Nel frattempo mi sono guardata la seconda stagione di Tredici. Mi piacerebbe avere il tempo di farci un post dedicato fatto come si deve ma manca il tempo, per cui riassumerò tutto con un sonoro NON CE N'ERA BISOGNO. (io vado scialla e spoilero, ve lo dico) Già la prima stagione, nonostante un impatto positivo a caldo, mi aveva lasciata con non poche perplessità, ragionandoci a posteriori. Si chiudeva comunque bene, e avrebbe benissimo funzionato come storia a sè. Ma ovviamente i signori Netflix si sono detti, vogliamo non lucrare su folle di ragazzini impazziti per Hannah e Clay? Ovvio che lo vogliamo, e allora via di seconda stagione! Che sostanzialmente poteva durare una puntata, visto che quello che si intuisce all'inizio è esattamente come an…