Sproloquio Seriale: Call the Midwife

C'è una serie di cui mi sono perdutamente innamorata quest'anno, una serie che visto l'argomento non avrei mai creduto potesse piacermi. Si tratta di Call The Midwife (in italiano L'Amore e la Vita, che non mi fa impazzire ma suona certo meglio di "Chiamate la levatrice"). 

Io non ho figli, al momento sono felice della mia scelta e non sento particolare attrazione per gravidanze, pannolini, poppate e in generale il mondo pancino, per rubare il tormentone del Signor Distruggere (e chi non lo ha letto almeno una volta su facebook? dai!). Non so quindi cosa mi abbia spinta quella sera di marzo a guardarne la prima puntata facendo "zapping" su Netflix. Quello che so è che ne sono rimasta conquistata, ho macinato le 5 stagioni disponibili sul sito di streaming in poche settimane e mi sono pure comprata il libro da cui è tratta. 

Prima di tutto partirei dal libro "Call the Midwife: A True Story of the East End in the 1950s" di Jennifer Worth, e devo dire con immensa soddisfazione che la serie lo ricalca in modo splendido, aggiungendo e ricamando il giusto. Questo almeno per le prime stagioni,  di libri ce ne sono diversi e pur avendo in programma di aggiungerli alla mia libreria non ne ho ancora avuto occasione. 
Negli ultimi 5 anni ho iniziato sempre più spesso a leggere in inglese, sia per mantenermi allenata con la lingua sia per poter apprezzare il testo originale e il modo di scrivere di un autore, che spesso viene traviato o rovinato dalle traduzioni (ricorderei alcuni ORRORI di traduzione che possiamo trovare nelle versioni italiane del Trono di Spade).  Con Call the Midwife è stata una sfida non da poco essendo usato spesso e volentieri il dialetto cockney, comunque non impossibile avendoci fatto un minimo di orecchio guadando la serie prima coi sottotitoli. 

Tratta dalla storia vera e dalle memorie di Jennifer Worth, è ambientata negli anni '50 e narra le vicende di Jenny Lee, giovane levatrice che lavora nel convento Nonnatus House, situato nella parte povera dell'east end di Londra. Le puntate si susseguono tra storie di donne che devono affrontare gravidanze e parti tra povertà e violenza, e le vite di Jenny e delle sue colleghe, ognuna alla ricerca della propra strada. 

Ci sono momenti in cui è difficile guardarla. Un po' perché è cruda, reale, non edulcorata, un po' perché se siete come me, piangerete a dirotto una puntata sì e una no (facciamo anche tutte, via). Ci sono storie meravigliose che hanno un lieto fine, e storie che faranno arrabbiare noi che viviamo in un mondo diverso, più aperto e tollerante, rispetto a quello ritratto che nonostante tutto non è nemmeno così lontano nel tempo. 

Non mancano però i comic relief che regaleranno un sorriso, specialmente grazie alla fantastica Sister Monica Joan, l'anziana suora poco dedita alle regole e golosa di torta. O a Fred, tuttofare del Nonnatus House, sempre pronto a cercare modi per diventare ricco. 
I personaggi sono disegnati meravigliosamente, ciuscuno con la sua storia e la sua personalità. Dalla dolce e goffa Chummy, alla frizzante e bellissima Trixie, ognuna di loro seguirà un percorso ed è un piacere seguirle, vederle crescere, soffrire, maturare. 

Gli anni '50 si respirano in tutto e per tutto, dalla colonna sonora ai costumi semplicemente sensazionali, per non parlare del casting; molte delle attrici sembrano uscite letteralmente da quell'epoca.

Non voglio dilungarmi, posso solo dirvi che le prime stagioni sono assolutamente delle perle, si perde un po' nelle ultime ma non posso dirvi il motivo per non fare spoiler. Posso solo dire che questa serie mi ha riempito il cuore e svuotato i dotti lacrimali (più e più volte). Ve la consiglio fortemente (con qualche trigger warning se siete molto sensibili a certi argomenti come la violenza sulle donne), se avete Netflix trovate le prime 5 stagioni. So che è uscita la 6^ e si trova in streaming, ma voglio aspettare e guardarla con comodo!  

Fatemi sapere le vostre opinioni se l'avete seguita! Nel frattempo...

xo,
S.

Commenti

  1. Non conosco questa serie, però me la segno perché sembra molto interessante. Io non ho facebook, però la settimana scorsa mentre leggevo un blog, la ragazza segnalava un post sul blog di Clio dove appunto si parlava di questo fenomeno delle mamme "pancine" e del signor distruggere. Che cosa agghiacciante. Non credevo che esistesse un tale disagio nel 2017. In un primo momento mi sono messa pure a ridere, poi ho capito che al di là di qualche fake, molte di quelle storie sono vere e ci sono rimasta male per quelle donne. Un misto di dispiacere ed incredulità. Lo so non c'entra niente con il tuo post, ma ho letto il riferimento e mi è venuta fuori questa riflessione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non scusarti, anzi devo dire che la penso esattamente come te a riguardo. Credo che alcuni dei post possano essere fake, ma in ogni caso basta fare un giro su pagine e gruppi a tema per rendersi conto di quanto disagio ci sia... ed è effettivamente agghiacciante. La serie fammi poi sapere se ti piace :)

      Elimina
  2. Ciao👋 piacere di conoscerti. Questa serie l'ho guardata un paio di anni fa ma purtroppo solo le prime due stagioni (io la guardavo sul canale La5). È bellissima, commovente anche se non mancano i momenti più lievi. Devo recuperare assolutamente le altre stagioni! Mi iscrivo come tua lettrice fissa su Blogger, il tuo blog è molto interessante e poi ami i gatti come me!
    gattaracinefila 😽

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per l'iscrizione! Evviva i gatti ^_^ Se ti interessa comunque la serie la trovi su netflix e mi pare i primi 30 giorni siano gratuiti :)

      Elimina
  3. Ciao!
    Io ho iniziato a vederla dopo aver finito Downton Abbey ed ero alla disperata ricerca di qualcosa ambientato nel passato che mi facesse innamorare nuovamente... e questa serie c'è riuscita. Anche io ho letteralmente divorato le puntate in pochissimo (sia benedetto Netflix) e spero di recuperare prima possibile i libri *_*

    RispondiElimina

Posta un commento