Sproloquio Seriale: D A R K - I segreti di Winden

 
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© Netflix
E' uscita il 1° dicembre di quest'anno la prima produzione tedesca Netflix, Dark (tradotto in italiano I Segreti di Winden, e no, non aprirò una parentesi su come non capisca il bisogno di cambiare titoli già ben chiari), concepita da Baran bo Odar (regia) e dalla moglie Jantje Friese (sceneggiatura). 

Trama in soldoni (senza spoiler):
Nel 2019 Winden sembra essere una tranquilla cittadina tedesca, dove la vita scorre tra scuola e lavoro per le diverse famiglie che la abitano. Dal suicidio di un uomo iniziano ad accadere strane cose: uccelli cadono morti dal cielo, le luci della città lampeggiano incontrollate, e cosa ancor più inquietante, un bambino scompare. Questi avvenimenti scuotono la memoria di diversi abitanti, in particolare il poliziotto Ulrich Nielsen, padre di Mikkel (il bambino scomparso), e la sua collega Charlotte Doppler. 33 anni prima infatti a scomparire fu proprio il fratellino di Ulrich, Mads, mai più ritrovato. Il figlio dell'uomo morto suicida, Jonas, spinto dall'aiuto di un misterioso sconosciuto, inizia a indagare sulla morte del padre. La narrazione diventa corale e lo sguardo si apre alle varie realtà di coloro che vivono a Winden. I segreti vengono a galla, sporchi segreti di una città da loro più volte definita malata, tenuta in piedi da una centrale nucleare, e che nei propri boschi racchiude il segreto più grande: una misteriosa caverna dal quale sembra essere partito tutto. Perché ogni 33 anni a Winden scompaiono dei bambini? Perché ci sono cadaveri con strane ustioni e timpani rotti? Chi è Noah, lo strano prete che alcuni bambini dicono di aver visto?

Da me divorata in meno di cinque giorni, come molte produzioni Netflix, Dark è una serie che si presta molto al binge watching per la complessità della trama e l'ampia quantità di personaggi. Non è una serie di cui si riuscirebbe a guardare una puntata alla settimana. Trame e sotto trame si intersecano tra loro come scatole cinesi, e già da un giorno all'altro si rischia di cadere nel "Momentomomentomomento aspetta, questo è quello là? E quello? Aiuto non mi ricordo". Neanche a dirlo, sono già in ansia al pensiero della seconda stagione.
 
© Netflix
Per il primo paio di puntate ammetto di aver avuto qualche perplessità, più che altro mi sono dovuta abituare a un mood decisamente diverso da quello a cui siamo abituati con le serie tv americane. Certo, l'influenza USA c'è, ma trovo che il risultato finale si distanzi quel che serve per risultare diverso in senso positivo. Quello che più mi ha colpita è la fotografia: questi colori spenti, i paesaggi oscuri incorniciati da alberi altissimi, la simmetria, aaaaah che bella la simmetria e le inquadrature da lontano col personaggio al centro mentre cammina mi mettono in pace il cervello proprio. Le musiche fanno un gran lavoro per immergerci nell'atmosfera, soprattutto quando fanno da contorno ai momenti "spiegone" di ritorno dai flashback (perdonate la poca chiarezza ma è per evitare spoiler!).
 
Non si può parlare di serie originale al 100%, i riferimenti ad opere precedenti si sprecano. Chi non ha rivisto nell'impermeabile giallo di Jonas, intento ad esplorare le grotte, il Georgie di IT? Come non pensare alla scomparsa dei ragazzini di Derry ogni 27 anni, quando ci si rende conto che a Winden scompaiono bambini nel 1953, nel 1986 e nel 2019, ogni volta a esattamente 33 anni di distanza? Per non parlare dell'ormai inevitabile ondata '80s che sembra aver travolto qualsiasi serie/film qualche anno a questa parte. Non che mi dispiaccia, ma forse sta diventando un filino ridondante. Sarà anche perché negli ultimi mesi ci siamo visti proporre It, Stranger Things 2 e ora questa.
Dark ci ricorda inoltre un'altra serie tv che è cult e pietra miliare per gli appassionati: Lost. Non credo di fare spoiler per nessuno (d'altronde basta vedere il trailer o anche solo guardare la locandina per intuire il tema centrale della serie) se dico che il collegamento con ciò che accade nella quinta stagione di Lost è immediato e, oso aggiungere, più riuscito. Tra flashback, flash forward, salti temporali, lotta tra bene e male (ma esistono davvero, il bene e il male?), personaggi che si contrappongono tra loro come fede e pragmatismo, i parallelismi con l'isola di Lost si sprecano e io son già qua a dire "Signor bo Odar per cortesia, almeno lei, a fine serie abbia pietà e ci spieghi bene le cose, grazie".
 
 
Da qui in poi pensieri sparsi e sproloquio libero quindi  
!SPOILER ALERT! 
Proseguire la lettura solo a STAGIONE FINITA e non dite che non vi avevo avvertiti!!!
 
http://www.indiewire.com/2017/12/netflix-dark-season-2-creators-interview-1201903697/
© Netflix 
 
  • Ogni volta che vedo Ulrich (foto sopra) non riesco a fare a meno di pensare "Quanto avrei voluto Mads Mikkelsen al tuo posto". Sarà che l'attore me lo ricorda moltissimo per alcuni tratti del viso. Comunque si difende più che bene nell'interpretazione, sono io che da Fannibal sono malata... non fateci caso.
  • Ma in Germania non esistono gli ombrelli? O è proprio vero che i nordici son di tutt'altra pasta rispetto a noi mediterranei delicatini? Nel 90% delle scene sotto la pioggia (e ce ne sono tante) la gente se ne sta lì ferma a prendersi scrosciate in testa. Anche se ha il cappuccio sulla giacca.
  • Era da tanto tempo che non guardavo una serie col doppiaggio in italiano. Mi ha fatto parecchio strano. Prima della seconda stagione prevedo un rewatch (perché so già che non ricorderò una mazza, ragazzi la storia è intricata a dire poco) e magari tenterò tedesco+sub.
  • Hanna è terrificante. Come personaggio mi spaventa più lei di Noah. Già all'inizio non mi ha fatto una buona impressione, la vedova allegra... coi flashback di lei bambina mi ha fatto venire i brividi. Una delle trame da cui mi aspetto di più andando avanti.
  • La scena in cui Jonas urla a sua nonna incazzato "Ho baciato mia zia!!!"  mi ha fatta ridere per mezz'ora. You know nothing Jonas. You know nothing.
  • Alla fine della stagione i diversi personaggi sono sparsi in diversi piani temporali: 1953, 1986, 2019. Jonas però nell'ultimissima scena viene rimbalzato in una Winden devastata dalla guerra, mentre un aereo futuristico sorvola il cielo; che si tratti del 2052, 33 anni dopo il loro presente? Nella seconda stagione avremo quindi 4 piani temporali con cui avere a che fare? Il loop è stato quindi interrotto?
  • Ma soprattutto... il plot-twistone c'è o no? Noah ci sta prendendo in giro,  quando dice di essere lui il bene, in lotta contro il male? Io non credo ma... 
... ma credo che Dark sia una serie che abbia ancora molto da dire e da darci. Non riesco ad attendere un anno. Io voglio sapere!
 
E voi, l'avete vista? Che ve ne è sembrato?  
 
xo,
S. 
 
 
 
 

Commenti

  1. Non ho letto gli spualé (francese per spoiler :p) perché conto di vederla al più presto.
    Mi hai incuriosito ulteriormente. Gli 80's sono tornati di moda ma la produzione giura che Stranger Things non c'entra.
    Una domanda: come sono gli anni '80 non americani? XD

    Moz-

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    1. Ci hanno ficcato un po' di sapore punk (che in Germania negli '80s andava forte) ma non quanto avrei voluto! :D

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  2. Anche io ho saltato gli spoiler perché sono curioso, ma ho un problema, perché questa serie è piaciuta molto alle persone che seguo su Twitter, per cui in genere finisce per non piacere a me. Vedremo!

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    1. Diciamo che ti aspetti una roba super movimentata e d'azione alla Stranger Things potrebbe non piacere. L'ho trovata più lenta, più "cerebrale" ecco.

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  3. Wow, già la locandina mi aveva incuriosito, ma non sapevo bene di cosa parlasse. Effettivamente la trama sa di dejà-vu, ma il fatto che sia una produzione tedesca e non americana metterà un po' di originalità nella serie! Dopo che l'avrò vista magari ripasso di qua per dirti come l'ho trovata! :-*

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