di epiloghi e di cuori meccanici.

i rapporti umani sono complicati.

siamo esseri con una psiche profondamente complessa, articolata, siamo animali sociali e al tempo stesso tutta la socialità imposta dal mondo ci spinge ad aver bisogno di solitudine.

meravigliosi, strani, buffi animali a due zampe che cavalcano bestie meccaniche, camminando in giungle di cemento, a caccia di niente.

ci incontriamo, ci leghiamo, a volte ci si ama e a volte ci si vuole solo bene, si stringono mani e si condividono risate pensieri parole. a volte segreti, a volte lacrime.

secoli di storia umana però non ci hanno ancora insegnato a come gestire la fine di qualcosa.

a cosa succede quando una persona non ride più sulla stessa nostra tonalità, non guarda più la nostra direzione.

siamo stati sulla luna e non sappiamo cosa fare quando qualcuno se ne va dalla stanza.

quando un messaggino resta sospeso nel vuoto,
quando ti senti un libro con un biglietto del treno tra le pagine, lì, sospeso.

[a volte mi immagino cosa potrebbero pensare gli oggetti, se potessero farlo.
"riprenderà mai a leggermi? sono passati mesi, anni forse... 
eppure, eppure io avevo tanto da dire, ancora"]

nessuno ci insegna a sopportare il momento in cui l'altro decide di non aver più voglia di leggerci. 

nessuno ci insegna come farlo nel modo giusto, quando siamo noi a voler chiudere il libro.

forse nessuno lo sa.

abbiamo alianti di metallo che solcano i cieli, sappiamo scindere l'invisibile di un atomo, abbiamo un'energia invisibile che ci dona col tocco di un dito la conoscenza del mondo intero su di un rettangolino tra le nostre mani. 

eppure non sappiamo ancora come sopportare l'abbandono.















ps. no, non sono diventata single.
questo è uno di quei famosi post di riflessioni che scrivo e restano lì.
ho voluto pubblicarlo.

Commenti

  1. Hai fatto bene a pubblicarlo ma fino alla fine ho temuto che l'abbandonata fossi tu. Mi consola sapere che non è così, ma capisco ogni parola di quello che hai scritto. Sono pensieri che solcano anche la mia, di testa. Gli abbandoni mi fanno male e non so mai come gestirli. Si sente sempre un gran dolore: che sia un lutto, un'amicizia finita o semplicemente stanca. Un amore, una persona a cui si siamo affezionati e che ci ha tolto il saluto.
    Qualunque sia la ragione, l'abbandono fa male. E non c'è modo di attraversarlo indenni.

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    1. Diciamo che sì, sono io, ma fortunatamente non si tratta di amore. Il che non rende il tutto meno doloroso e confuso... Un abbraccio forte :*

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    2. No, infatti ti capisco. Succede a tutti, lo so, ma non è di consolazione.
      Sarebbe bello poter aprire e chiudere un qualunque rapporto nel modo più sano e indolore possibile. Un abbraccio.

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  2. Il vero abbandono non l'ho mai provato, alla fine; aggiungo: e per fortuna. Certi rapporti anche non di amore possono estinguersi. Altri rapporti tornano indietro, quella fase è un po' dura, ma poi ci si abitua.

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    1. Sai cos'è che io non riesco a sopportare? La mancanza di chiusura. Ho sempre preferito piuttosto una litigata, una parolaccia uscita di getto. Ma non il silenzio, il non capire, il non sapere.

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  3. È la complessa fragilità di noi esseri umani :-)
    Bellissimo post!

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  4. Non mi ricordo chi disse (forse Morelli) che gli abbandoni, la fine di una relazione è la cosa più simile alla morte, perché senti che una parte di te ti viene visceralmente strappata via. Non so se è un ricordo della mia mente melodrammatica, ma credo sia vero. Ho capito però che qualsiasi tipo di chiusura, di abbandono, accade per una ragione e come tale va accolta e capita nelle sue fondamenta. Come dicevi tu "non capire, non sapere", ma sicura? Per esperienza ho capito che ai motivi ci si arriva col tempo. E a volte semplicemente qualcosa si è consumato senza una ragione.

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    1. Vero, hai ragione, e per molti episodi della mia vita è stato così, ci sono arrivata "dopo". Non so se ci arriverò anche in questo caso, perché onestamente non vedo nulla, se non una scelta.

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  5. Credo sia una tra le torture più difficili da superare...
    Pier, "ai motivi ci si arriva col tempo" ma sono sempre deduzioni o conclusioni tue... non avrai mai la certezza che quella alla quale sei arrivato era poi la spiegazione giusta...
    Alla fine te ne fai una ragione ma il tarlo ci sarà sempre.

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    1. Non necessariamente. Perché se conosci la persona e il rapporto che avevate, capisci quali possono essere state le cause, cosa mancava, sia da parte tua che da parte sua. Ovvio, non dico sia la soluzione per TUTTE le situazioni, ma se si pensa a come ci si comporta e quale risposta si riceve, si possono trovare molte risposte.

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    2. Penso che sia una questione molto situazionale quella che state sollevando. E' certamente interessante, però credo che ogni situazione, ogni rottura che sia sentimentale o di amicizia o di altro, sia un microcosmo a sè. A volte si capisce chiaramente il motivo, a volte non lo si vuole capire, a volte si resta nell'oblio. E quando si è nell'ultmo caso so per esperienza che cercare un contatto per capire cosa sia accaduto può essere anche peggio...

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    3. Si, è un discorso anche sicuramente molto complesso...
      concordo poi che non sia la soluzione per tutte le situazioni, certamente.
      Io mi sono trovato in situazioni che pur conoscendo la persona ed il rapporto che avevamo, non ho trovato una risposta logica e solo nella testa della persona c'era la risposta.
      In merito al cercare un ultimo contatto per capire cosa sia accaduto riconosco che può essere anche peggio per vari motivi.
      ...però si sta male, dentro.

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    4. Vi pongo una domanda: ma il fatto che quella persona non abbia più interesse nel volervi dire il motivo per cui si è allontanata, non è già questa una risposta? Nel senso, una persona che reputiamo ad esempio molto amica, con cui condividiamo praticamente tutto, ma che cambia improvvisamente, e che si chiude nei nostri confronti, non suggerisce già il fatto che quella persona forse è un po' diversa da quel che credevamo? Non significa che quella persona ha dato una importanza a noi e al nostro rapporto diverso rispetto a quello che noi diamo?

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    5. Si, certo, è una risposta, ma non è una motivazione.
      "me ne vado perchè non sai fare la carbonara"...
      "me ne vado perchè sei pesante..."
      sono delle motivazioni, che poi possano essere valide o meno...
      poi sta a me a quel punto farmene una ragione, che sia stata una motivazione condivisibile oppure censurabile... E da li posso concludere che "quella persona forse è un po' diversa da quel che credevo... quella persona ha dato una importanza a noi e al nostro rapporto diverso rispetto a quello che noi davamo"...

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    6. >"Non significa che quella persona ha dato una importanza a noi e al nostro rapporto diverso rispetto a quello che noi diamo?"
      Questa purtroppo credo che sia una situazione molto più comune di quel che si crede, hai ragione assolutamente. Mi è successo in amore e mi è successo in amicizia, è una delle batosta più grosse che si possa prendere. Più del "non ti amo più" il "non ti ho mai amato come mi hai amato tu" (che ovvio, non viene mai detto chiaramente ma ci si arriva col tempo).

      >"Si, certo, è una risposta, ma non è una motivazione."
      Anche qui mi trovo d'accordo. Nel senso, trovo assolutamente il senso nella risposta di Pier, se ragiono razionalmente. Ma di pancia io vorrei una motivazione; come ho scritto prima sono il tipo di persona che ha bisogno di una chiusura, non si una sfumatura che va a perdersi nel tempo. Per cui queste situazioni mi mettono estremamente a disagio.

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    7. I "ragionamenti razionali" sono necessari per autoproteggersi e per tirare avanti; sono un rimedio necessario, purtroppo.
      Credo però che in un mondo "come dovrebbe" o "come ci hanno cresciuto", il comportamento più onesto, pulito e sincero dovrebbe essere comunque il dialogo... ma ora entriamo nell'utopia.

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  6. Mi piace moltissimo il tuo pensiero e sono contenta che l'hai condiviso. Devo ammettere che con il passare degli anni sento sempre meno pesante il senso di abbandono quando una relazione (non necessariamente d'amore) finisce. Forse perchè non riesco più a farmi coinvolgere, forse perchè mantengo sempre una sorta di invidivualità anche quando le cose vanno molto bene.

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    1. Certamente io sono un po' troppo sensibile su queste cose, tendo a "prendermela" troppo... prima o poi ci arriverò ad avere reazioni normali :P

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    2. "reazioni normali"... cosa è "normale"?

      "Forse perchè non riesco più a farmi coinvolgere"...
      perdonami babyredvamp, alla fine hai dovuto cambiare tu; ed è stato un cambiamento "peggiorativo" in un senso, ovviamente una evoluzione necessaria in altro. Spero di riuscire a spiegarmi.
      Praticamente hai dovuto mettere una sorta di corazza.

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    3. "Peggiorativo" direi che dipende dai punti di vista. Ci sono state situazioni, specie quando ero molto più giovane, in cui avere una corazza mi sarebbe servito moltissimo a stare meno male e proseguire su percorsi di vita diversi e probabilmente più fruttuosi (non sto parlando più di relazioni ma di una situazione lavorativa in cui, approfittandosi della giovane età e della mia fragilità, mi hanno costretta a dare le dimissioni. ecco, lì sì che l'avrei voluta, la corazza... probabilmente ora avrei ancora quell'impiego che per giunta era ben pagato, dannazione)

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    4. Si, dipende dal punto di vista ovviamente, come per ogni cosa del resto; nella situazioni che porti ad esempio, avere una corazza ti sarebbe sicuramente stata di aiuto, non ci piove...
      ma sono io che ho ancora l'anima del sognatore :'-)

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  7. @MechanicalRose
    Io mi sono preso la libertà di "intromettermi" negli scambi tra i te e i tuoi lettori ma... potevo? :-)

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    1. Tu ti intrometti sempre :D

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    2. Ma certo! Anzi, mi ha fatto piacere lo scambio di idee! :)

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    3. credo che gli scambi di idee arricchiscano, anche se non tutti i blogger lo accettano.

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    4. per quanto mi riguarda se sono esposti con educazione e rispetto, sono assolutamente ben accetti! :)

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    5. concordo, anche perchè non c'è motivo che non lo siano =D

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  8. So cosa significa rompere con una persona (un'amica) che pensavi sarebbe stata al tuo fianco per sempre.
    Ho capito solo in parte il motivo del nostro allontanamento perché ammetto che è stato reciproco, ma ci sono tante domande senza risposta che sono riuscita a colmare solo con le miei di risposte. Ci abbiamo riprovate diverse volte ma è finita sempre allo stesso modo, il silenzio.
    Però l'ultima volta è stato diverso perché la cosa più importante ce la siamo detta: ci porteremo sempre nel cuore.
    E credo che questo sia l'abbandono più triste, due persone che si vogliono ancora bene ma che per un caso bizzarro della vita appena stanno insieme si sentono insofferenti, respinte, tradite.

    Ogni caso poi è una storia a sé ma di certo in comune c'è quel senso di abbandono e perdita difficile da colmare.

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    1. In attesa che MechanicalRose mi risponda ( :-D ) concordo che sia un abbandono triste... però non trovo normale (che poi ci sarebbe da chiedersi "cos'è normale" =D ) che due persone che si vogliono bene, appena stanno insieme si sentono insofferenti, respinte, tradite, se poi quelle due persone hanno un cervello e la capacità di parlare.

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    2. Riccardo, è che siamo donne. ;D
      Scherzi a parte, quella descritta da Cri è un'altra sfumatura ancora di una rottura che può esserci tra due persone. In parte l'ho vissuta anche io in passato ed è strano. Riccardo, come posso spiegartela... è un rendersi conto che vuoi bene sì a quella persona ma forse vuoi più bene ai ricordi in comune che alla persona stessa. Perché quelli non cambiano col tempo, la persona sì. E ci si ritrova affezzionati a qualcosa che non c'è più.

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    3. ps. @Ricc., ma tu hai un blog? io capisco una fava di come funziona sto sito, ma non vedo link nel tuo profilo :(

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    4. No, non ho un blog anche se ci bazzico da tanti anni però, giusto per avere una certa "credibilità e correttezza", c'è la mia mail :-)

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    5. Tornando a sopra, "quella descritta da Cri è un'altra sfumatura ancora di una rottura che può esserci tra due persone." è vero, concordo; però è sempre una "risposta", non una "motivazione"...

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    6. " è un rendersi conto che vuoi bene sì a quella persona ma forse vuoi più bene ai ricordi in comune che alla persona stessa. Perché quelli non cambiano col tempo, la persona sì. E ci si ritrova affezzionati a qualcosa che non c'è più." è quello che io e questa mia amica ci siamo dette. Eravamo così legate ai ricordi che abbiamo cercato di riprodurre fedlmente quel rapporto senza più considerare quello che eravamo diventate.
      E' cosa strana e assurda al tempo stesso ma come dice Riccardo, cosa c'è di normale?

      @Mechanical: sono anni che cerco di convincere Riccardo a farsi un blog ma sniba. :D

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    7. E' strano rendersi conto di come si cambia, quasi senza accorgersene, nel tempo. E tutto cambia intorno a noi, anche le cose che sembravano perfette...
      @Cristina haha dai la speranza è l'ultima a morire XD

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