Non è un mondo per brave persone.

C'è un argomento che in questi ultimi anni mi ha e mi sta tutt'ora sconvolgendo ogni giorno di più, e stavolta ho voglia di parlarne.

In questi giorni al tg gira il video del ragazzino che urla, insulta, impreca e minaccia il professore che non vuole mettergli la sufficienza. Ultima notizia che si aggiunge alle tante altre che abbiamo sentito, visto girare su facebook, su giornali online, o perché no basta fare un giro su Youtube per trovare video di poco più che bambini fare e dire di tutto a scuola.

Faccio una piccola e doverosa premessa: io parlo da persona di quasi 30 anni, giovane ma al tempo stesso molto lontana dall'età delle persone coinvolte. Parlo da donna al momento senza figli, che forse non ne avrà mai, anche per paura del mondo a cui darei in pasto quel figlio.

Nessuno può scagliare la prima pietra; più o meno tutti abbiamo passato una fase di ribellione, agli adulti, alle autorità, chi con più forza e chi meno. Per me ha significato musica inusuale per i miei coetanei, piercing, tatuaggi, non studiare volontariamente alcune materie. In ogni scuola dove sono stata, dalle elementari alle medie alle superiori, ci sono sempre stati quegli elementi difficili, i "casinisti", quelli maleducati e che spesso facevano i buffoni per stare al centro dell'attenzione, e me li ricordo bene. Ricordo anche che erano, su una classe di che so, una ventina di ragazzi, un paio o tre.

La cosa che mi terrorizza ora è che prima di tutto non si tratta di pochi casi circondati da ragazzi "normali". No, sono tanti, quasi tutti così. E i comportamenti che hanno ora farebbero sembrare i miei ex compagni di scuola dei cherichetti. Sono sicura e strasicura di non essere l'unica della mia generazione (e anche, credo, di quelle precedenti) ad aver notato questa cosa. 

Se la ribellione anche a livello psicologico è considerata una fase normale e in un certo senso anche sana dello sviluppo di una persona in quella fase delicata che è la preadolescenza e l'adolescenza stessa, quello che mi pare di vedere ora è che non ci sia un freno o un limite. Non dico morale ma almeno etico. E' come se questi ragazzi fossero persi, non avessero una reale guida nella loro vita, non gli è stato insegnato non dico a "rispettare le autorità" (concetto verso il quale, tornando al discorso di poche righe fa, è normale provare un desiderio di ribellione) ma nemmeno il concetto di causa e conseguenza: se non studi prenderai un'insufficienza, se ti comporti male verrai sospeso ed è giusto che sia così. E' così per il rapporto con le autorità scolastiche ma ancor in modo più drammatico con i compagni ai quali, quasi sfortunatamente per loro, è stato insegnato ciò di cui sopra. E anche qui: il bullismo è sempre esistito, anche in forme gravi, ma anche confrontandomi con altre persone della mia età o più siamo arrivati alla conclusione che sì c'era, ma era diverso da questa roba. Ovvio che fosse così, noi non avevamo internet, cellulari in grado di filmare, fotografare, condividere col mondo intero. Il mondo si è evoluto e con lui i cancri della società, tra cui il bullismo.

La prima cosa, primissima, a cui ho pensato vedendo il video incriminato del momento è stata: mia madre mi avrebbe fatto il culo a strisce.
E andiamo con ordine: a me non sarebbe MAI nemmeno passato per l'anticamera del cervello di ordinare a un mio professore "Mi metta sei". E di professori che mi stavano sulle palle ne avevo a pacchi. A me e sono sicura nemmeno al più cretino dei miei compagni, e difatti chi si prendeva un 3 se lo prendeva e stava zitto. Magari continuava a fare il cretino, a non studiare e a disturbare le lezioni, ma non era così imbecille da fare tutto ciò e pretendere pure un premio.
Secondariamente, sì, mia madre mi avrebbe fatto il culo a strisce. E attenzione, io non voglio fare la nostalgica del "Aaaaah si stava meglio quando i genitori ti ammazzavano di botte", no. Non va bene manco quello ma credo che tra un genitore che ti prende a mazzate se dici "cazzo" e uno che ti spalleggia quando ti comporti male ci siano ragionevolissime vie di mezzo. Viene infatti spontaneo chiedersi che figure ci siano dietro a ragazzini che crescono così, e spesso vi troviamo dei genitori pronti a sminuire come tutto fosse uno scherzo, anche gli orrori più indicibili. Mia madre non mi avrebbe presa a mazzate (avrebbe voluto) ma di sicuro mi avrebbe fatto passare la voglia di ripetere atti del genere. E piuttosto che difendermi si sarebbe tagliata un dito.

E adesso ci sarà qualcuno che mi dirà "Tu non hai figli, non lo puoi capire". No, probabilmente non posso capirlo appieno, è vero. E forse non potrò mai capirlo, e sapete perché? Perché io sono terrorizzata all'idea di fare un bambino, cercare di crescere una persona decente e poi buttarlo nella fossa dei leoni.

C'è stata un'intervista a una mamma il cui figliolo s'è ucciso per aver subito bullismo, che mi ha spezzato il cuore. Quella mamma disse "Io ho una sola colpa: ho insegnato a mio figlio l'educazione e il rispetto". Educazione e rispetto che evidentemente, oggi sono visti come segni di debolezza, come se chi non è violento e aggressivo debba diventare automaticamente preda. Mi sento male ancora a ripensarci, a quelle parole.

Poi mi chiedono perché non voglio figli.

Tra altri motivi, anche questo.

Non è un mondo (un paese?) per brave persone.




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Scusate per il post un po' sconclusionato, più serio e decisamente più triste rispetto ai toni con cui mi piace scrivere su questo spazio. Quella notizia di cui parlo all'inizio l'ho vista rimbalzata talmente ovunque da farmi partire questo flusso di coscienza.

Sono curiosa di sentire opinioni altrui. Magari da chi figli li ha. Cosa poter fare, nel concreto, per arginare situazioni simili e evitarle sul nascere.

xo,
S.

Commenti

  1. Il titolo mi ha spaventato :D, ho pensato: 'marò stasera la Susanna è pessimista' :D. In effetti l'argomento di cui parli è una terribile sconfitta per la società. Anche per il professore che non riesce a far rispettare la propria autorità: ai miei tempi anche il professore più buono non si faceva pestare i piedi. Ma soprattutto per i genitori di questi bulletti, che in effetti farebbero impallidire i bulletti dei miei tempi, perché quelli - come dici tu - al massimo si tenevano il loro 3 e continuavano a non fare un cazzo. Questa cosa l'ho notata anche io, che ho qualche anno più di te.

    Credo che purtroppo questo sia conseguenza in primis di una società che "divora" tempo e persone, società in cui i 14enni-16enni di oggi sono i 18enni-20enni di un tempo, quindi si sentono 'adulti' tra 'adulti' e quindi non si preoccupano di mettere i piedi in testa all'insegnante. Un secondo aspetto negativo - un grave effetto dell'epoca Berlusconiana, mi verrebbe da dire - che provoca anche questo rigetto dell'autorità è uno spiccato individualismo che sfocia in narcisismo e in un ritenersi sempre dalla parte della ragione e di pensare che siano sempre gli altri a sbagliare e a capire male le cose: ecco allora che i genitori non credono che il loro figlio sia un cataclisma e un asino e finiscono per puntare il dito contro l'insegnante, legittimando il comportamento del loro figlio. Quanti sono gli esempi di genitori che si ribellano alle valutazioni negative dell'insegnante? Non ne rispettano l'autorità.
    Ecco, io credo che siano queste due delle principali ragioni di questa deriva pericolosa della nostra società.

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    1. Hahahahaha Riccardo, tranquillo: a volte ho i miei momenti "gotici" di tristezza infinita, e a volte è semplicemente amarezza inevitabile davanti a certe cose.
      Riguardo al professore che non si è fatto rispettare: è vero ma consideriamo anche che oggi ci troviamo davanti a dei genitori che al contrario forse dei nostri sono pronti a difendere i figli a spada tratta davanti alla qualsiasi. Vuoi che sia con denunce, o addirittura come tristi eventi recenti ci hanno dimostrato, pure con le mani. Io posso un po' capire come un prof al giorno d'oggi abbia timore a reagire.
      "questo rigetto dell'autorità è uno spiccato individualismo che sfocia in narcisismo e in un ritenersi sempre dalla parte della ragione" penso che tu abbia spiegato molto bene la questione: non hanno imparato e non sanno che nella vita non si ha sempre ragione, per quanto si possa pestare i piedi e fare capricci.

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  2. io ho più di trent'anni, e di figli ne avrei voluti, anche se il mondo che gli avrei presentato non sarebbe stato dei migliori...
    tuttavia, lo ammetto, mi spaventa moltissimo che oggigiorno il rispetto venga così poco trasmesso ... ma non è colpa dei ragazzi, è tutta colpa degli adulti che così scarsamente trasmettono il senso di giustizia che dovrebbe essere dato ai giovani, oggi così scombussolati di fronte alle figure autoritarie...

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    1. Ah sì assolutamente cara Alice, hai ragione. Questi ragazzi non è che sono usciti, passami il termine, stronzi direttamente dall'utero, no; qualcuno gli ha trasmesso i valori (o sarebbe meglio dire, la mancanza di essi) che hanno.

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  3. Ciao, a me sta storia mi ha lasciato senza parole..pure io sono tua coetanea, e non esisteva 'ai nostri tempi' insultare i prof cosi.. Il mondo va al contrario ultimamente!
    Certamente non può che spaventare tutto questo, comunque sarebbe interessante capire le cause che stanno alla radice del problema, se è colpa dei genitori o della società in generale. Mah!
    Buona serata ;)

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    1. Ma guarda... ai miei tempi, e ancor prima stando a sentire mia madre, le mele marce c'erano come probabilmente ci saranno sempre. Ma la situazione non era così all'estremo e non così allargata a macchia d'olio...
      Buona giornata a te :*

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  4. Non so nemmeno cosa risponderti, ne sto parlando da ieri su fb e ancora non mi capacito.
    Ecco, mia madre avrebbe fatto il culo a strisce anche a me. Anzi no, e sai perché? Perché questo non sarebbe MAI successo, non mi sarebbe MAI venuto manco lontanamente in mente.
    E nemmeno agli elementi più turbolenti che io conosca.
    Oggi il problema è a casa. La famiglia vuole un figlio perfetto, non accetta critiche, non accetta che il suo bambino possa essere
    stronzo
    deficiente (nel senso che gli manca qualcosa)
    limitato.
    Io in matematica ero lento, ma tanto, praticamente deficiente. Ed è così, non me ne vergogno: non so nemmeno fare i calcoli più semplici.
    Mi impegnavo fin dove potevo.
    Oggi, grazie a qualche nuova legge e due psicologi, sarei discalculico (si dice così?), con compiti facilitati. Prima, ero uno che doveva andare a zappare.
    Oggi i ragazzi sono cullati, viziatissimi. Ed ecco cosa succede.
    Bisogna castrare i genitori. Io, a mio figlio, farei il culo a strisce.
    Voglio proprio vedere cosa han fatto i genitori del ragazzo nel video.

    Scusa le digressioni :)

    Moz-

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    1. Ma guarda, il discorso sulle difficoltà nello studio e sui progressi fatti anche a livello scientifico per venire incontro a chi effettivamente possa avere problemi come discalculia o dislessia o altro, non lo vedo in modo negativo. Anzi è un modo per permettere anche a chi ha effettivamente un piccolo problema che magari lo fa sentire "deficiente" a capire che nella vita può farcela e non è destinato a zappare i campi. Ricordo *ai miei tempi* ragazzini che a 12 anni praticamente non sapevano leggere; al tempo maestre e professori li trattavano come deficienti, quando quasi sicuramente il loro problema era solamente la dislessia (che è stato dimostrato essere gestibilissima e non inficia l'intelligenza della persona). Insomma, non vedo questo come un vizio, vedo come vizi molte altre cose come il non dire mai di no, il rifiutarsi di punire azioni riprovevoli ma anzi giustificandole, sminuendo il tutto.
      Arriveremo al punto in cui se uno viene ammazzato di botte a scuola era colpa sua che non s'è saputo difendere.

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  5. Hai centrato il problema. Un tempo erano pochi, sbandati magari ma che cmq non si permettevano di avere comportamenti così palesemente violenti. Oggi il punto è che atteggiamenti e comportamenti di bullismo come questo che sta girando, verso i docenti, trova nei genitori, una reazione assolutamente e disgustosamente indegna perché tesa a minimizzare l''operato del loro "figlioletto"nonché quasi a giustificarlo. Non dimentichiamo il caso di cronaca di quei due docenti picchiati dai genitori per un voto non considerato giusto dato al figlio. Se accadono fatti come questi, che vuoi che imparino i figli? Siamo andati oltre il concetto di ribellione, qui siamo alla voglia di potere, al desiderio di fare quello che va di fare perché lo si vuole fare. Non è una ribellione ad un potere costituito ma un volgare e violento menefreghismo verso tutto e tutti, non conoscendo l'educazione ed il rispetto. E' infatti solo conoscendo questi due elementi che sai discernere il giusto dall'ingiusto e quindi decidere una sana ribellione. Qui genitori e figli sono ugualmente colpevoli, colpevoli di un degrado culturale e morale dilagante che si può peraltro facilmente riscontrare sui social.

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    1. "Non è una ribellione ad un potere costituito ma un volgare e violento menefreghismo verso tutto e tutti, non conoscendo l'educazione ed il rispetto. E' infatti solo conoscendo questi due elementi che sai discernere il giusto dall'ingiusto e quindi decidere una sana ribellione."
      Hai usato le parole giuste per descrivere al meglio questa situazione, Daniele. Questa non è ribellione al "sistema", ai "forti", al "potere", è un narcisismo portato all'estremo in cui il ragazzino di erge a dio di se stesso (e degli altri), probabilmente (azzardo) perché idolatrato in quel modo fin da bambino dai genitori.

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    2. Più che "narcisismo portato all'estremo" direi che è una grande ignoranza da parte dei genitori e probabilmente genitori dei genitori... e ignoranza non è perchè "ignorano".

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  6. Il tuo è un pensiero condivisibile. La paura di mettere al mondo dei figli in QUESTO mondo non è assolutamente campata per aria. Sono dubbi legittimi che, a suo tempo, ebbi anch'io. Poi ho pensato che se non avessi avuto dei figli a causa di questa paura, li avrei lasciati vincere. Chi avrei lasciato vincere? Quelli che stanno riducendo il mondo a una discarica, che hanno imboccato il declino che li porterà inesorabilmente all'autodistruzione e purtroppo con loro anche quelli che non vogliono che l'uomo si riduca così. Anche per questo ho voluto avere figli e ho sempre cercato d'insegnare loro l'educazione e il rispetto che, in questa società, sembrano essere sintomi di debolezza, ma siccome sono merce ormai rara, stanno diventando preziosi. Insegno loro che le regole si rispettano anche se non si condividono. Puoi lavorare, impegnarti e batterti per cambiarle se vuoi, ma vanno sempre e comunque rispettate. Forse se crescessimo delle nuove generazioni con questi valori, il mondo avrebbe ancora qualche speranza.
    I genitori hanno colpe. Grandi. Stanno crescendo figli a cui tutto è dovuto, che sono sempre i migliori e per i quali il fallimento non è contemplato. Se tuo figlio sbaglia, deve capire che ha sbagliato, non può essere difeso a oltranza solo perché è tuo figlio. Se le cose gli vanno male e vede in questo un fallimento, gli devi far capire che il fallimento fa anche parte della vita, che le cose non posso sempre andare bene e che, a volte, la vita non è nemmeno giusta. Ma ci si può rimboccare le maniche e ricominciare. Oppure cambiare strada. L'importante è che i tuoi figli capiscano che tu ci sei sempre e soprattutto che non devono aver paura a parlarti. Mai.
    I tuoi figli devono capire che se si comportano da delinquenti ne pagheranno le conseguenze, anche in maniera severa.
    Purtroppo, anche con tutta la buona volontà, il genitore non può essere sempre presente e quindi è costretto a giocare sulla fiducia. Tuo figlio a casa può essere anche un santo ma fuori, per spirito d'emulazione, ribellione o per chissà quale cosa gli passi per il cervello, potrebbe anche comportarsi male. Ma se è consapevole che certe situazioni non vengono tollerate dalla famiglia forse ci penserebbe due volte prima di agire.
    "Mia madre mi farebbe il culo a strisce" è stato uno dei più grandi deterrenti della storia dell'educazione! :-) E dovrebbe tornare a esser tale!
    Una delle più grandi fesserie che io abbia mai sentito è quella che dice che i genitori debbano essere "amici" dei propri fligli. E' una stronzata. Io non sono tuo amico. Gli amici sono (anche) complici, si spalleggiano e si coprono a vicenda anche quando le cose che hanno fatto non sono così limpide. Io invece sono tuo padre, la mia missione è anche quella di romperti le scatole, di ripeterti fino allo sfinimento di fare i compiti, di studiare, di prepararti lo zaino, di levare le scarpe dal lampadario, di farti una doccia quando per starti vicino ci vuole una maschera antigas, di dirti di rientrare senza se e senza ma alle 23 anche se tutti i tuoi amici non hanno orario, di cazziarti se sbuffi, rispondi male o se insulti. Sono tuo padre, ti amo con tutto me stesso e forse di più, ma non sono tuo amico.

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  7. Un'ultima considerazione sul bullismo. C'è sempre stato e purtroppo ci sarà sempre. E' cambiato il modo di affrontarlo. Se da un lato ora c'è più consapevolezza (un tempo passava tutto sotto silenzio e spesso bisognava cavarsela da soli) sono anche aumentati i rischi di amplificazione dell'accaduto tramite i Social Network. Quindi, se un tempo l'episodio di bullismo era circoscritto, ora viene propagato a dismisura provocando effetti devastanti nella vittima. Per contrastarlo? Non ho una ricetta ma penso che se educazione, intransigenza su certi comportamenti e rispetto trovassero un accordo, sarebbe già un buon punto di partenza. L'importante, sempre e comunque, è far capire ai nostri ragazzi che anche quando le cose sembrano insormontabili e senza via d'uscita c'è sempre qualcuno che li può aiutare e che i genitori sono i primi tra questi. La paura non serve a nulla.
    Chiedo scusa se mi sono dilungato, ma è un argomento che mi sta molto a cuore.
    Saluti!

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    1. Ciao Diego, prima di tutto benvenuto e non ti scusare per aver scritto molto, mi ha fatto enormemente piacere leggerti e soprattutto leggere il punto di vista di un genitore a riguardo... perché purtroppo (faccio ammenda io stessa) a volte giudicare è facile per chi figli non ne ha. Da quel che leggo sei un buon padre, davvero. E sono molto d'accordo sul "sono tuo padre, non sono tuo amico". Ora va molto di moda questa cosa dei genitori fichi ed amiconi, e non so quanto funzioni effettivamente. Certo, del genitore non bisogna avere paura ma nemmeno considerarlo alla stregua di Pippo, l'amico fattone che vive con le dita nel naso.
      Trovare un equilibrio in questa cosa credo non sia per nulla facile. Mia madre per esempio non è stata mia amica, e in alcuni momenti ne ho sofferto. Ci sono state volte in cui avrei voluto parlare, chiedere e non l'ho fatto perché la vedevo lontana da me. E purtroppo essendo io stata un'adolescente sola non avevo nessun altro. Al tempo stesso le sono grata per avermi trasmesso che sì, a volte le autorità fanno proprio schifo, ma che ci sono modi e modi per esprimersi, porsi ed eventualmente contrastarle. E che a volte che ci piaccia o no le cose non sono come vorremmo.
      Saluti anche a te!

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  8. Purtroppo educazione e rispetto o anche timidezza vengono da sempre visti come punti deboli. Non credo ci sia molto da aggiungere rispetto a quello che hanno già detto negli altri commenti. Mi viene un po' da riflettere come mai i genitori siano cambiati così tanto anche perché le madri e i padri di questi ragazzi saranno più o meno della nostra generazione. È vero, nella società di oggi ci sono talmente tante tensioni, incazzature, problemi e casini che magari qualcosa ti sfugge anche qualcosa di fondamentale come educare un figlio, magari pensano che coccolandolo, non facendogli notare che sbaglia, potrà affrontare meglio un mondo già difficile, tenerlo lontano dalle brutture, ma forse non si accorgono che una bruttura la stanno creando loro

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    1. Quello che io noto (e parlando con educatori, non sono la sola ad essermene accorta) è che non solo coccolano i figli senza mai far notare errori o sbagli, ma anzi tendono ad esaltare comportamenti violenti o maleducati. Una volta una mi disse, orgogliosissima, di come sua figlia avesse risposto male all'insegnante di judo. Questo davanti alla bambina, che ovviamente da ciò avrà dedotto che la sua maleducazione era giusta, cavoli se lo dice la mamma! ...

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    2. e questo la incoraggerà a comportarsi peggio... "se lo dice la mamma"...

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  9. Come ho già detto in un post di MikiMoz su Fb, mi sconcerta vedere cosa sia diventata la scuola a poco meno di 10 anni dal mio diploma.
    E' vero, di bulli e arroganti ce ne son sempre stati e sempre ce ne saranno, ma fino a poco tempo fa erano casi abbastanza isolati e spesso mal visti dall'intera scuola.
    Però, e sottolineo però, quando qualcuno combinava una cazzata pesante nei confronti degli insegnanti e/o dei compagni, i genitori eran i primi a prendere seri provvedimenti. Pochi, pochissimi (per lo più i più viziati) venivano difesi a prescindere.
    Figurati che ricordo ancora i ceffoni che prese un mio compagno di classe delle elementari quando sua madre, venuta a sapere che il figlio aveva il vizio di toccare il sedere delle compagne, è stata convocata dalla maestra!!
    Insomma, per farla breve, fino a 10-15 anni fa c'era ancora il timore e il rispetto dell'autorità.
    Ok, nel periodo dell'adolescenza ci siam sentiti tutti un poco anarchici e pronti a combattere il sistema, ma lo facevamo a parole e solo quando c'era qualcosa che collettivamente non andava bene (esempio: gli scioperi o le occupazioni) e non per un voto basso in condotta o per dimostrare di esser "fighi".
    Anzi, il voto basso lo si accettava (salvo casi in cui veniva messo ingiustamente, ma in tal caso il discorso iniziava e finiva nella stanza del preside) consapevoli del fatto che non avevamo studiato.
    E lo dice una che, benchè studiasse e rispettasse le figure degli insegnanti, era una vera testa calda (una mia prof arrivò a lanciarmi il dizionario-mancandomi- e, quando raccontai ciò a casa, mia madre disse solo "ha fatto bene perchè sicuro l'avrai fatta incazzare").
    Adesso, invece, fin dalla scuola materna i bambini sanno che qualsiasi cosa faranno, buona o cattiva che sia, i genitori li difenderanno SEMPRE.
    Come la madre di un alunno di mia madre che, convocata perchè il figlio aveva il vizietto di rompere gli occhiali da vista dei compagnetti solo per passare il tempo, ha preso in braccio il figlio e ha detto testuali parole:
    "Che facciamo, amore di mamma, ci diamo botte alla maestra? Sì? Le diamo botte? E' cattiva!".
    Ecco, ho seriamente paura di scoprire come diverrà questo bambino che, per inciso, non è figlio di un boss malavitoso ma di un AVVOCATO (quindi, in teoria, non ha chissà quale storia familiare disastrata).
    E sì, ho anch'io paura a metter al mondo un figlio. Anzi, più che paura di metterlo al mondo, ho paura di mandarlo a scuola perchè se va bene mi diventa un delinquente come questi e se mi va male me l'ammazzano.

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    1. "ho paura di mandarlo a scuola perchè se va bene mi diventa un delinquente come questi e se mi va male me l'ammazzano." eh... hai riassunto bene quello che è anche il mio pensiero.
      Ecco l'esempio che fai tu delle occupazioni e robe del genere era venuto in mente anche a me, ma era un modo assolutamente diverso di "ribellarsi" al sistema... diciamo pure tranquillamente una fase che passano tutti. Però una cosa è fare uno sciopero una cosa è dire a un insegnante "Chi è che comanda qui? Inginocchiati". Siamo alla frutta.

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  10. Ieri in negozio sono venuti un padre e un bambino di 6 anni. Quel figlio aveva in pugno il padre. Gridava, si faceva come diceva lui, era praticamente una bestia di Satana.
    Quando sono usciti mi sono girata verso mio cognato e gli ho detto:" ecco uno dei tanti motivi per cui non genero bambini. Questi di oggi sono mostri e io non so che gli farei".
    Ma porca miseria: tuo figlio ti comanda a bacchetta e quasi quasi gli dici pure bravo? ma i calci in culo non esistono più? uno schiaffo, una bella ramanzina come Cristo comanda?
    Può una società avere soggezione di questi mocciosi? sono basita, schifata e tutto il resto che non dico perché questo è il tuo bellissimo spazio e non lo voglio svilire.
    Un abbraccio.

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    1. Un paio di anni fa ho lavorato per un periodo in una nota catena che vende videogiochi, consolle, ma anche pupazzi e merchandise vario... la situazione che descrivi la vedevo puntualmente ogni giorno :( Tipo un bambino che rispose alla madre "non capisci un cazzo" non ricordo nemmeno perché, forse voleva prendergli una cosa invece che un'altra. Per non parlare di quelli che me li parcheggiavano in negozio mentre andavano a fare altro; inutile cercare di spiegare che quello non era certo un baby parking.
      Non sono pro-punizioni corporali perché secondo me a livello psicologico sono controproducenti (può innescare nel cervello il pensiero 'se mi comporto male è giusto che io venga picchiato', e ci si ritrova ad esempio la classica donna che rimane in una relazione violenta), ma anche qui, tra il farsi mettere i piedi in testa da un infante e riempirlo di botte ci sono un sacco di vie di mezzo per insegnare a monte che certi comportamenti non sono socialmente accettabili. Non credo di aver mai fatto capricci del genere da bambina, ma anche solo perché mi sarei vergognata di comportarmi così in pubblico.

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  11. E' molto toccante questo post, proprio perchè è una delle cose davvero assurde.
    Fa' pensare e non poco.
    Io non riesco a capire quale meccanismo si sia deteriorato nel susseguirsi delle generazioni.
    A me vengono ancora in mente episodi vissuti sulla mia pelle che in un certo senso mi hanno "forgiato" ma che si sono persi negli anni... e sono convinto che se un certo tipo di "riga" avesse continuato ad essere usata, tante cose non sarebbero successe negli anni.
    Ma è tutta la società che andata peggiorando... e la corsa non è ancora finita.
    Ricordo ancora quel giorno che mi scappo la parola "caz.." davanti a mio padre.

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    1. E pensa come potrebbe diventare andando avanti di questa lena. Terrificante.

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    2. la cosa più terrificante è che non mi pare ci sia modo per fermare questa involuzione.

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  12. Non potrei essere più d'accordo con quanto hai scritto. Ormai siamo davvero una società alla deriva, dove già in tenera età non hanno il senso del rispetto, del sacrificio, dell'educazione. Pensano che gli sia tutto dovuto, che la cosa più importate sia farsi vedere (sui social come nella vita) senza pensare che la vita è altro. Sicuramente ogni generazione nel corso della storia, ha avuto le proprie pecche, ha commesso i propri sbagli e via discorrendo, ma mai come adesso c'è, come hai scritto tu, una mancanza di etica.
    La colpa a mio avviso è dei genitori che un po' perché non sono cresciuti del tutto neppure loro, un po' perché è più facile non educare un figlio che stargli dietro come si deve, li spalleggiano sempre li giustificano, gli idolatrano quasi. Sono d'accordo con te anche quando hai scritto che tra il sostenere sempre e comunque il proprio figlio ed ammazzarlo di botte, c'è una ragionevole via di mezzo e credo che sia proprio quella che la nostra generazione ha avuto e che ci ha permesso di non comportarci come se ci fosse tutto dovuto...allo stesso tempo, però, mi chiedo come sia possibile che i bambini attuali siano proprio i figli della nostra generazione, che tanto bene era stata educata...
    La risposta che mi sono data è che c'è un decadimento generale delle cose, dovuto alle difficoltà economiche, alla voglia di rivincita (soprattutto nelle classi meno agiate e scolarizzate) e alla tecnologia. Nulla mi toglie dalla testa che sia colpa anche di tutti questi social dove il messaggio principale che passa è "l'importante è farsi vedere, anche se in definitiva non sai fare nulla. Così farai i soldi facili."
    Mi sbaglio?

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    1. -Nulla mi toglie dalla testa che sia colpa anche di tutti questi social dove il messaggio principale che passa è "l'importante è farsi vedere, anche se in definitiva non sai fare nulla. Così farai i soldi facili."-

      e non solo questo messaggio!
      Purtroppo, dopo anni (almeno in quelli miei) dove si cercava di far passare il messaggio di aiutarsi uno con l'altro, cercare di affrontare insieme i problemi, condividere i disagi per provare a vivere meglio possibile questa vita, siamo, almeno quello che io percepisco, passati alla società del confronto, della gara, della sfida, della supremazia, uno sugli altri... e cosi nella vita come nel mondo del lavoro.
      Ma questo è un altro discorso, un altro argomento... pessimo.

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    2. @La Casa dei Gufi Concordo con te soprattutto sul discorso che sicuramente il decadimento dell'Italia negli ultimi 15 anni anche a livello economico abbia influito non poco. Pensiamoci, abbiamo vissuto (e viviamo, ché non stiamo a credere alle fandonie dei politici, la crisi mica è passata...) un periodo di recessione in cui comunque all'uscita dell'ultimo iphone davanti ai negozi c'era la fila. Così come un sacco di persone (non tutte, chiaramente) pur piangendo miseria non si fanno mancare le unghie ricostruite, la lampada, le vacanze... Io rivedo il mare quest'anno la prima volta dopo 5 (CINQUE) anni, perché d'altronde prima non si poteva e mi sono, come si suol dire, attaccata al tram.

      Per il discorso social, anche lì come sottolinea @Riccardo ci sarebbe da aprire un'enorme parentesi a parte. A partire dal fatto che credo la nostra generazione e le precedenti forse poco possono capire come quanto realmente quest'ultimi influenzino lo sviluppo psicologico di questi ragazzini, per il semplice fatto che "ai nostri tempi" i social non esistevano. Iniziavano ad esserci i primi cellulari e già lì ricordo che chi era più grande, mia mamma per esempio, non comprendeva il senso di comunicare a messaggini e squilli; eppure per noi avevano la loro importanza. Temo il futuro, perché tutti i rapporti interpersonali stanno sempre più migrando verso il digitale... basti pensare alle varie app per incontri e appuntamenti, non c'è più il conoscersi, uscire, corteggiarsi... no, ci sono app come Tinder dove decidi se una persona è "valida" in mezzo secondo, con uno swipe a destra o a sinistra.

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    3. @Riccardo. Concordo con quanto hai scritto, in quanto anch'io spesso ho questa percezione. Bisogna prevalere sugli altri, sentirsi migliori, più capaci, più belli, più ricchi ecc ecc...come se per essere felice la chiave fosse semplicemente l'essere invidiato o comandare...come siamo arrivati fin a qui?

      @MechanicalRose. "Temo il futuro, perché tutti i rapporti interpersonali stanno sempre più migrando verso il digitale... basti pensare alle varie app per incontri e appuntamenti, non c'è più il conoscersi, uscire, corteggiarsi... ", mi hai strappato le parole di bocca! Stiamo scendendo sempre di più in un abisso di individualità, solitudine camuffata dai tanti "amici" sui social ed incapacità di relazionarsi con il prossimo...

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    4. Se come penso ci hai fatto caso, sembra essere tornati ai tempi degli antichi romani, quelli dei giochi di sangue nelle arene... Questo è diventato lo spettacolo, l'interesse morboso della gente.

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  13. Il rispetto, è quello che manca soprattutto in questi tempi, quando andavo a scuola io, soprattutto alle elementari, se un insegnante ti dava uno schiaffo ti stavi al tuo posto e se lo raccontavi a casa non solo mia madre diceva che se il maestro l'aveva fatto era perché te l'eri meritato e che aveva quindi fatto bene ma mi buttava una ciabatta appresso! Ora il mondo sembra capovolto..

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    1. Oddio, non sono proprio d'accordo con l'idea che un insegnante alzi le mani... penso che la vera conquista sia riuscire a farsi rispettare con le idee e non con la violenza!
      (ma mia mamma tirava le ciabatte anche a me, comunque xD)

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    2. e a quanto pare aveva buona mira =D

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  14. Che dire?
    I genitori di oggi hanno voluto una società libera, amano fare gli amiconi, pensano che un figlio si tiri su da solo trovando sempre delle scappatoie?
    CAZZI LORO.
    Si tengano questi figli orrendi che hanno e non si lamentino.

    Fossi nel prof., oltre a una bella denuncia, darei una lezione indimenticabile a questo cretino sbruffone.

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    1. Eh, il fatto è che per i genitori questi figli qui sono perfetti, senza macchia e senza errore...
      poi chi deve subire le conseguenze dei loro errori sono gli altri...

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    2. con il rischio poi di vedersi tutta la famiglia del delinquentello contro...

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  16. A casa mia vige un regime di educazione e rispetto, e non mancano le sgridate e le punizioni se sono necessarie.
    Secondo me questi genitori troppo permissivi sbagliano, ma tanto la società li spinge a comportarsi così...
    Proposta: evitare di fare figli, almeno finché la maggior parte delle persone stupide non si è estinta.

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    1. Il patentino per fare figli xD io ne proporrei uno oper diverse cose, anche per adottare animali...

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  17. Il problema principale di questi ragazzi, come quello del video, sono i genitori e le famiglie disfunzionali incapaci di dare loro una buona educazione perché per educare occorrono i "no", cosa che oggi non esiste più perché "il bambino/ragazzo va capito".
    E questo è il secondo errore, pensare che i ragazzi di oggi siano fragili, insicuri, smarriti.
    La maggior parte dei ragazzi di oggi è violenta, menefreghista, irrispettosa dei valori (sociali, ovviamente, non religiosi a scanso di equivoci), vuole tutto subito.
    E siccome se sbaglia nessuno li punisce, ecco i risultati.
    Mi dispiace ma io non sono né dalla parte del bullo né da quella dei suoi genitori, io sono dalla parte della vittima.

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    1. io credo che alla fine "questi" ragazzi di oggi (non tutti, ma quelli in oggetto) non siano altro che l'amplificazione di quello che sono i loro genitori...

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    2. Mi sono confrontata con diverse persone che sostengono che non vada mai detto 'no', nemmeno ai bambini. Invece io credo che sia incredibilmente educativo. Perché purtroppo la vita, quella reale, prima da "bambini grandi" e poi da adulti, è piena di no. E' piena di leggi, di regole, di situazioni in cui volente o nolente devi chiudere la bocca. Prima a scuola, poi sul lavoro, o in generale nelle normali interazioni sociali; non è che puoi prendere e fare o dire il cazzo che vuoi. Un 'no' quando serve insegna e prepara anche a questo. Altrimenti il risultato sono questi qui, che a 16 anni si credono boss mafiosi, che tuttoesubitoesempresì perché lo vogliono loro e comandano loro.
      Eh. No, non funziona proprio così.

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  18. E'un problema molto complesso, non credo che la scuola da sola possa gestirlo, forse qualche multone ai genitori potrebbe fare da deterrente.

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    1. No infatti la scuola è solo una parte della fase educatva, ch comunque deve partire da casa...

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  19. non è facile vivere in questo mondo.. soprattutto per le persone "deboli " purtroppo oggi come oggi tutti si sentono di essere qualcuno e il più forte prevale sul debole. Io ho quasi 33 anni la cosa che non mi è mai mancata è l'educazione , il rispetto. Oggi non c'è rispetto per nessuno vedere quei video mi fanno dire "ma dove siamo arrivati ?" Non ho parole ..

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    1. Già cara, sono stati i miei stessi pensieri...

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  20. Ne parlavo giusto sabato con dei miei amici, noi siamo arrivati alla soluzione che non solo si sia perso il "polso" nell'educazione dei ragazzini, e con questo non parlo di punizioni corporali (con le quali i miei per primi non mi hanno mai educata), ma con il fatto che questi genitori, lasciano i figli più piccoli un po' allo sbando, utilizzando la giustificazione che "sono solo bambini" e quindi che male possono fare? "Stanno solo giocando", "si divertono solo", insomma lasciano che i loro figli crescano un po' nel randagismo e questo fa sì che quando entrano nella fase dell'adolescenza, dove un po' tutti siamo stati un po' difficili, loro oramai hanno interiorizzato queste giustificazioni genitoriali e si sentono in diritto di fare un po' tutto, tanto dietro hanno chi gli copre le spalle. Basti pensare a quanto poca importanza ha oramai la scuola nell'educazione, la prof ti mette in punizione? I miei genitori non avrebbero mai messo in dubbio la sua autorità e probabilmente mi avrebbero fatto una bella strigliata, ora invece i genitori cosa fanno? Prendono, e il cazziatone lo fanno alla maestra o prof che sia!! Io ho 28 anni e non credo avrò mai un figlio, principalmente per un'assenza di stimolo materno verso i bambini che si traduce più nel fatto che non li sopporto proprio, quindi non so quanto possa essere imparziale il mio ragionamento, ma alle volte penso che dovrebbero inventarsi qualcosa per impedire a persone totalmente prive di cervello e capacità, di generare quelle che ahimè, saranno le nostre generazioni future!

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    1. Sono molto d'accordo col tuo ragionamento! Ovvio che i bambini sono bambini e non ci si possa aspettare da loro che siano dei piccoli perfetti robot, ma nemmeno si può giustificargli qualsiasi cosa... pian pianino bisogna pur insegnargli a stare al mondo! E a farne le spese non devono poi essere gli altri...

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  21. Il mondo è proprio cambiato!! Mia sorella è professoressa e mi dice che ci sono studenti veramente problematici e che a volte si ha paura di riprenderli e di valutarli!! e che tutto dipende dalle famiglie in cui sono cresciuti.
    Per fortuna non tutti i ragazzi sono così!! molti sono bravi ed educati....
    Il tuo blog mi è veramente piaciuto e per questo mi sono iscritta con piacere tra i tuoi lettori fissi.
    se ti va di ricambiare mi trovi qui:
    angolodicatia.blogspot.com
    buona giornata Catia

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    1. Ciao Catia, benvenuta e grazie per l'iscrizione, ricambio con piacere visto che sono interessata anche io alla cosmesi bio!
      E ci credo che tua sorella abbia quasi timore ad approcciarsi e valutare, visto che poi il rischio è di trovarsi contro i genitori...

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  22. Concordo con tutto quello che è stato scritto e sorrido un pò perché mi rendo conto che siamo giunti in quella fase della nostra vita dove è lecito dire "ai miei tempi". In genere questa espressione era detta dagli over 60 forse perché i cambiamenti andavano a un passo più lento rispetto ad oggi. Oggi anche 10 anni sono tanta roba e ci ritroviamo di fronte a un mondo totalmente nuovo.
    Io odio i genitori che tendo a idolatrare i loro figli, mi stanno sul cazzo a priori, figuriamoci poi quelli che vanno dalle maestre o dai prof per contestare qualsiasi voto. Metto in ridicolo il sistema scolastico che già fa acqua da tutte le parti figurarsi continuando in questo modo. Quello che la scuola insegna non è soltanto la pagina di storia.. oggi come oggi la si può studiare anche su Wikipedia, se la scuola è solo questa tanto vale abolirla. La scuola ti insegna a vivere in una società, in un contesto dove a) non sei il cocco di casa b) puoi trovare anche persone che ti stanno sul cazzo e che odi ma che devi tollerare.. il famoso vivere civile dovrebbe svilupparsi qui.
    Ma la scuola cambia perché sta cambiando anche la famiglia.
    Posso farti un esempio lampante.
    Mia zia ha avuto 3 figli che oggi hanno: 40 anni, 38 anni (due femmine) e 25/26 anni il maschio.
    Le prime due venivano prese a morsi e sollevate da terra (metodo che non approvo) e venivano mandate a lavorare in estate x pagarsi le telefonate di casa alle amiche. Il terzo, oltre ad avere avuto tutto e subito, computer, consolle, vestiti ecc.. una volta, usando internet ha fatto arrivare una bolletta di oltre mille euro e non solo non è andato a lavorare ma è stato anche giustificato e protetto dalle critiche delle sorelle e degli estranei. Adesso? Le mie cugine adorano i loro genitori e sanno cosa significa vivere in questo modo, il terzo (di cui non ho molta considerazione) accusa i genitori di essere nato in una famiglia (reggiti) povera e che per questo non li potrà perdonare.
    TI RENDI CONTO CHE DIFFERENZA?
    Io non penso che farò figli per tutti i punti che avete già evidenziato voi.
    Ho già difficoltà a stare io in questo mondo non mi sento proprio di condannare un altro essere umano.

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    1. "In genere questa espressione era detta dagli over 60 forse perché i cambiamenti andavano a un passo più lento rispetto ad oggi. Oggi anche 10 anni sono tanta roba e ci ritroviamo di fronte a un mondo totalmente nuovo." è allucinante quanto questo sia vero! Se penso a com'era il mondo quando avevo 15 anni io (e si tratta di 15anni fa eh, mica millenni!) vedo una società completamente diversa. Forse davvero è anche un po' colpa delle tecnologie e dei social, che hanno dato un'accelerata mica male a tutto...

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  23. Mi ricordo che alle elementari e alle medie c'era un ragazzetto che si divertiva a bullizzare un paio di suoi compagni "deboli", quelli che facevano fatica a difendersi da soli insomma, e il bello era che i genitori di questo ragazzo erano al corrente di ciò che faceva a questi suoi compagni, ma anziché sgridarlo lo difendevano! Addirittura questo bambinetto un giorno fece un grave dispetto (che non dirò perché è meglio evitare) a me e ad altre persone mentre eravamo fuori da scuola, IN PRESENZA di sua madre, della mia e dei genitori degli altri ragazzini; mia madre lo sgridò data la gravità dell'azione e dato soprattutto che la madre del ragazzo non aveva detto nulla al figlio, e alla fine questa ha avuto il coraggio di prendersela con me e mia mamma perché avevamo osato sgridare suo figlio! Robe da matti...
    Io di anni ne ho appena 20, ho finito le superiori due anni fa e quindi sono più vicina all'età di questi bambocci rispetto a te, però cose del genere non mi sarebbero mai passate nemmeno per l'anticamera del cervello perché semplicemente assurde, irrispettose, imbarazzanti e vergognose.
    Però ho una sorella più piccola di me che frequenta ancora le medie, e certe volte mi racconta certe cose che succedono a scuola che mi fanno accapponare la pelle e mi fanno pensare "ma 'sti ragazzini ce li hanno dei genitori? Se sì, questi ultimi hanno mai sentito parlare di educazione, rispetto, dignità? Cosa pensano di insegnare ai propri figli? Ma viviamo per caso in branchi come i lupi in cui domina il più forte e il più aggressivo? Boh."
    Io l'ho sempre detto che per fare i genitori bisognerebbe avere la patente.

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    1. Mi rincuora molto sapere che ci sono famiglie come la tua dove effettivamente insegnano l'educazione ai figli! E purtroppo non faccio fatica a credere alle cose che mi racconti, è allucinante come i genitori vadano a giustificare e addirittura difendere atteggiamenti oggettivamente gravi ed antisociali.

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