What goes around, comes around.

Ma anche no.

Vedete, io ho un problema con tutta questa cultura delle motivational quotes che va tanto ora su Instagram, su facebook e sul web in generale. Queste frasette motivazionali che dovrebbero avere il pregio di ispirarci e motivarci ad essere sereni, positivi, a perdonare, a non provare odio, rancore e in generale a rinnegare i sentimenti negativi. Come se condividere un'immagine di ispirazione buddhista con una frase profonda ci trasformasse da grumi di problemi irrisolti a meravigliose farfalle zen che si lasciano scivolare nel vento. 

Dicevamo?

Lasciate che vi dica una cosa, sul perdono.

Il perdono è un gesto enorme. Forse il più grande che potremo mai fare a qualcuno, perché cancellare il peso del dolore richiede uno sforzo immane.

Il perdono non è un dono. Il perdono si guadagna.

Dono semmai lo è verso noi stessi, quando finalmente riusciamo ad andare avanti e dimenticare. Ma verso chi compie i torti, non deve esserlo mai. 

Se ti sei comportato di merda devi dimostrare di meritartelo, il mio perdono. Devi mostrarmi di aver capito dove mi hai ferita, come mi hai ferita, la gravità del tuo gesto.
Anche in quel momento, non si può pretendere che tutto torni come prima.


Rivendico il mio diritto alla rabbia.

Ad offendermi.
A non perdonare.
Ad esigere delle scuse.
Forse non accettarle. 

Rivendico il mio diritto non essere sempre felice, zen, positiva.
Rivendico il mio carattere di merda.
Perché nonostante tutto è mio, e quando è servito mi ha protetta.

Voglio anche delle demotivational quotes realistiche.

Poi è vero e sacrosanto che non bisogna stare a piangersi addosso tutto il tempo ma credo che i momenti più terapeutici per me siano stati quelli in cui mi sono permessa di piangere, urlare, incazzarmi. Le emozioni negative sono anche loro emozioni, non vanno nascoste come polvere sotto al tappeto in nome di una guerra alla negatività che ci vuole con un sorriso finto mentre abbiamo i denti rotti dai calci in faccia che ci da la vita. Sono emozioni che vanno sì lasciate andare ma dopo averle sfogate, vissute con la dignità di cui hanno diritto e di cui abbiamo diritto noi quali esseri umani imperfetti.


Detto questo.

Ho scritto questo post un po' di getto perché arrabbiata con una persona in particolare.
Ne ho buttato giù dei pezzi e poi rileggendoli li ho rielaborati in quello che leggete ora.

Non starò a raccontare cosa sia successo, un po' perché la storia è troppo lunga, un po' perché sarebbe più corretto parlare di cosa non sia successo.

Fatto sta che mi sono resa conto che questa persona io non la voglio perdonare. Non ho voglia di farlo. Non ho voglia i sentire (le ennesime) scuse (finte). E so che tra le nostre conoscenze in comune ci sarà chi vedrà il mio atteggiamento come la cosa peggiore in tutto quel che c'è stato tra di noi. Un classico da parte di chi non conosce realmente tutti i fatti, o ha sentito solo una campana.

Ma va bene così. Non posso dire che sono serena, perché ancora un po' di rabbia che mi ringhia nello stomaco ce l'ho. Però mi ha fatto bene capire e dire a me stessa che per una volta va bene anche non perdonare, tagliare fuori, chiudere senza scusarmi di cose che non ho fatto.

E forse è questa l'unica cosa che spero vi rimanga come messaggio fulcro di questo post confuso e incasinato: mai scusarsi per quieto vivere di colpe che non avete. 



E comunque...
What goes around, comes around.
  xo,
S.
[n.b. questo post non vuole essere offensivo o in alcun modo denigrare la fede buddhista.
Vuole solo muovere una critica a chi ne estrapola concetti per fare filosofia spicciola, 
che poco ha a che fare con chi seriamente e realmente cerca quel cammino.
Tutte le immagini sono state trovate su Pinterest.]

Commenti

  1. Sono sicuro che invece tra un po' di tempo, non so quanto, perdonerai anche questa persona.

    Giusto toglierla dalla tua vita, ma con il tempo e la lontananza (Che è l'unica vendetta, è l'unico perdono, cit.) arriverà anche il perdono da parte tua.

    Perché il perdonare gli altri è importante soprattutto per non covare rancore, che dentro di noi fa sempre male.

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    1. Eh guarda. Il fatto è che quando le cose da perdonare sono TANTE, di tempo ce ne vuole... indetermnato, ecco.

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  2. Sto amando questo post, hai espresso in una maniera bella tante cose che condivido e che non sarei riuscita a definire se non attraverso le tue parole! Il sacro santo diritto ad essere rammaricati, arrabbiati e a non perdonare!

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  3. Sono assolutamente a favore di accogliere tutti i sentimenti negativi rabbia compresa. Pensare positivo, pensare "bene", nascondere certe emozioni, è solo una forzatura direi disumana, perché da umani ci arrabbiamo e va bene così.
    Al contrario di quanto diceva Riccardo, io penso che chi porta rancore lo fa per carattere, il resto invece tende a dimenticare quella persona.

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    1. Per quanto riguarda me diciamo che dipende dalla grandezza del torto subito, o più che altro da quanto mi ha ferita. Credo che dobbiamo avere rispetto prima di tutto di noi stessi e del nostro dolore, e non ho paura a sentirmi dire che sono rancorosa :)

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  4. Ma hai perfettamente ragione, sai?
    Hai diritto ad arrabbiarti, a essere incazzata, delusa. Il perdono si deve guadagnare.
    E lo dico io che ho il perdono facile, nel senso che passo sopra a tutto, tranne rari casi. Eh, quei rari casi sono quando sui giornali leggi che è scoppiata la guerra mondiale. Sai perché.

    Moz-

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    1. Ma normalmente anche io, dal post non sembra ma è così. Bisogna veramente tirarmi fuori dalla grazia di dio per mettermi nello stato mentale di questo post, e purtroppo questa persona ci è riuscita sfiancandomi lentamente. Come si suol dire... a 'na certa, basta.

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  5. Guarda,
    io ho una visione peggiore della tua e provo a spiegarmi:
    io credo esistano almeno due tipi di persone, una la chiameremo "profonda" e l'altra "superficiale"...
    il più delle volte (se non è invece la regola) è il "profondo" a subire un chiamiamolo torto da parte di un "superficiale" il quale, essendo superficiale, non sono convinto capirà mai di avere fatto del male a qualcuno e quindi abbia motivo di chiedere perdono...

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    1. Credo che tra queste due tipologie di persone ce ne siano molte nel mezzo, con diversi tipi di sfumatura tra il 'profondo' e il 'superficiale'. E sì, mi trovo d'accordo con te, chi è superficiale ferisce proprio per la sua natura d superficialità che non gli permette di avere abbastanza empatia.

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    2. io fin d'ora non ho ancora trovato nessuno che abbia almeno manifestato una seppur simbolica voglia di perdono... inizio a pensare che sono circondato da gente di m...

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    3. Io per fortuna sì, ho trovato persone con cui sono riuscita anche a riconciliarmi bene perché vi è stato dialogo e ascolto da entrambe le aprti! Ma non è sempre così...

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    4. che sia un problema legato alle metropoli?

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    5. Credo sia più legato alle persone e alla loro educazione!

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    6. e direttamente o indirettamente alla superficialità della vita frenetica delle metropoli?

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    7. Le cose potrebbero essere collegate non mi piace generalizzare diciamo :)

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    8. Intendi "vogliamo provare a credere che sia solo questione di persone ed educazione" ;-)

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  6. So che non ci faccio una bella figura, però alcuni miei momenti gratificanti sono legati a delle situazioni di rivalsa, di vendetta. Non che mi crogioli di continuo in questi sentimenti, anzi il problema principale è che sono proprio una bella fessacchiotta perciò vivo o ho vissuto alcune situazioni, però ogni tanto mi prendo la mia rivincita. In più ho anche scoperto di essere molto brava a chiudere per sempre alcuni rapporti che non mi facevano stare bene, mi impegno così tanto da rendermeli indifferenti e non mi riguardano più.

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    1. Io non penso che sia necessariamente qualcosa di brutto, ricollegandomi a quello che dicevo per me il discorso è che appunto, non si può stare sempre lì a subire e lasciarla vinta per forza per quieto vivere.
      Per il discorso di indifferenza, ti ammiro perché io chiudo i rapporti ma purtroppo tendo a portare rancore, faccio fatica a dimenticare.

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  7. Personalmente uso la regola del 3:
    la prima volta ti perdono perchè sei umano e, come me, puoi sbagliare.
    La seconda volta mi arrabbio ma cerco di trovare una soluzione, magari facendoti capire gentilmente cosa hai fatto di sbagliato.
    Ma la terza.... cazzo sei recidivo! Quindi ringrazia il cielo che ti mando semplicemente a cagare e/o non ti considero più nemmeno di striscio, invece di fingere un rapporto di amicizia che, ormai, mi sa non è mai nemmeno incominciato!

    Ergo, fai bene a mandare a stendere i panni (voglio esser fine ed elegante, per una volta) dopo l'ennesima scusa e l'ennesima giustificazione vuota; il mondo reale non è fatto solo di "pace&amore" come mostriamo su fb con le frasette dolci e motivazionali, ma è fatto anche e soprattutto di ormoni, giornate no e regole di civile convivenza. E se non rispetti nessuna di queste cose, non pretendere la ragione quando hai torto marcio.

    Niente, non si capisce un cazzo nel mio commento ma leggendo il tuo post mi son tornate alla mente due/tre persone che m'han fatto salire l'incazzatura al massimo e quindi sta uscendo il Mosconi che è in me...

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    1. xD No no tranquilla, si capisce benissimo!!! ;)

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  8. A me le frasi motivazionali piacciono molto, invece. Mi fanno riflettere. Poi magari non desidero rinnegare i sentimenti negativi, ma dargli un'altra prospettiva si. Guardarli in modo differente, fare in modo che non mi avvelenino l'esistenza.

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    1. E' un modo più costruttivo di vedere le quotes, sì!

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  9. Comprendo il tuo stato d'animo, io concordo con te che il perdono si guadagni ma soprattutto che ottenerlo o meno dipenda anche molto dalla gravità dello sgarbo.

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  10. Non ho mai pensato che il perdono fosse un passo indispensabile per poter vivere bene, a maggior ragione in alcuni casi "gravi".
    Per quanto mi riguarda, l'indifferenza lo è.
    Quando chiudo un rapporto, faccio in modo che l'amico, il fidanzato, o il collega, mi diventino del tutto indifferenti.
    Solo quando potrò conoscere le loro gioie e i loro dolori, senza provare amarezza o soddisfazione, mi sarò davvero liberata del loro ricordo.
    Complimenti per il blog.
    A presto.

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    1. Ciao Claudia e benvenuta! Guarda, come dicevo a Clorinda più sopra, io faccio molta fatica a sviluppare l'indifferenza totale. Tendo sempre a rivedere quelle persone attraverso la lente dello "sgarbo" fatto.

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  11. Secondo me si... mmh, Italian, wtf... ok, thanks to dictionary.
    Secondo me si travisa troppo la filosofia (non fede, filosofia. Religion has rules, has sacramenti, has a Credo. Buddhismo has no one of these things!) buddhista e non si capisce che per raggiungere la vera consapevolezza di sé occorre tutto un percorso specifico.
    Il perdono, per esempio, è come dici tu: non a present, ma qualcosa che si guadagna.
    Anyway le motivational quotes secondo me sono una cagata!

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    1. Assolutamente sì, sono d'accordo. La gente tende a prendere da filosofie o religioni solo quel che gli fa comodo, spesso...

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  12. io l'unica persona che mi sono trovato a perdonare almeno una volta è stata la mia partner...

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  13. Mi piacciono sempre tanto i tuoi post, ci trovo tanta sincerità, che di questi tempi, non è poco!

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